Risposta breve: nessun integratore per la prostata ha dimostrato di fare meglio del placebo sui sintomi urinari. La revisione Cochrane più aggiornata, 27 studi randomizzati su 4.656 uomini, non ha trovato differenze per la Serenoa repens, cioè la sostanza contenuta in quasi tutti i prodotti venduti in Italia, e il manuale professionale MSD in italiano scrive la stessa cosa. Le differenze vere tra un prodotto e l'altro stanno altrove. Contano i milligrammi scritti in etichetta, lo status legale (farmaco con ricetta oppure integratore da banco) e il prezzo, che per la stessa dose dichiarata di 320 mg al giorno va da circa 14 a circa 22 euro al mese.

Prostalis: che cosa c'è davvero nella capsula — e quanto costa al mese
Circa 111 € per trenta giorni di trattamento. La scheda con le dosi dichiarate, il confronto con la serenoa e le fonti verificate.
La scheda completa
Quando l'integratore non c'entra e serve subito un medico
Alcuni segnali chiedono una visita rapida. Comprare un prodotto, in questi casi, fa solo perdere giorni.
- Non riuscire a urinare del tutto: è una ritenzione acuta e si va in ospedale, non in farmacia (MSD Manuals).
- Sangue nelle urine, anche una volta sola e anche senza dolore.
- Febbre insieme a dolore nel bacino o nella zona fra scroto e ano.
- Calo di peso non spiegato insieme a urine molto abbondanti: può essere un diabete non ancora diagnosticato.
C'è poi una distinzione che cambia tutto il ragionamento. La prostatite è un'infiammazione e fa male — al perineo, sopra il pube, al pene, ai testicoli, oppure quando si eiacula — e può comparire a qualsiasi età. L'ipertrofia prostatica benigna, invece, è un ingrossamento legato all'età e non dà dolore (MSD Manuals).
Se il sintomo principale è il dolore, gli integratori di questa pagina non sono la risposta e la visita viene prima. Le due condizioni sono messe a confronto nella pagina su che cos'è la prostata e come funziona.
Quali sostanze per la prostata hanno davvero degli studi dietro?
Sei sostanze vendute per la prostata hanno studi pubblicati alle spalle, e non pesano tutte allo stesso modo. Nella tabella ognuna sta accanto a quello che hanno misurato le revisioni, alla dose usata nelle ricerche, all'anno e alla dimensione della revisione, e alla presenza nei quattro prodotti italiani che abbiamo esaminato.
| Sostanza | Che cosa mostrano le revisioni | Dose negli studi | Quantità e data delle prove | Nei prodotti italiani esaminati |
|---|---|---|---|---|
| Serenoa repens (saw palmetto) | nessuna differenza dal placebo su sintomi, qualità di vita, nicturia e flusso di picco, né a 3-6 mesi né a 12-17 mesi | 320 mg al giorno; provati anche il doppio e il triplo, senza cambiamenti | Cochrane 2023, 27 studi randomizzati, 4.656 uomini | sì: Permixon, Prostamol, Urogermin, Prostatricum |
| Beta-sitosterolo (fitosteroli) | punteggio dei sintomi urinari e flusso di picco migliorano rispetto al placebo: IPSS -4,9 punti e flusso di picco +3,9 mL/s | non riportata in modo uniforme; gli studi durano da 4 a 26 settimane | Cochrane 1999, 4 studi in doppio cieco, 519 uomini, mai aggiornata da allora | non dichiarato; Urogermin contiene fitosteroli da avocado e soia, senza milligrammi in etichetta |
| Pygeum africanum | chi lo assumeva riferiva un miglioramento circa il doppio delle volte rispetto al placebo; meno nicturia, flusso di picco più alto | non riportata in modo uniforme fra gli studi | Cochrane 2002, 18 studi randomizzati, ferma da oltre vent'anni | no |
| Licopene | nessuna riduzione dell'incidenza di ipertrofia prostatica (RR 0,95) né delle diagnosi di tumore (RR 0,92) | non riportata in modo uniforme fra gli studi | revisione sistematica 2012 (metanalisi su 4 studi per questi esiti) | sì: Urogermin (estratto di pomodoro titolato al 15%), Prostatricum (licopene in polvere) |
| Ortica (Urtica dioica), radice | un solo studio randomizzato riporta un miglioramento dei sintomi: IPSS da 19,8 a 11,8 contro 19,2 → 17,7 nel placebo. Gli autori stessi chiedono altre ricerche prima di dire che funziona | estratto di radice per 6 mesi; i milligrammi non sono riportati nell'abstract | un singolo studio del 2005 su 620 uomini, nessuna revisione sistematica aggiornata che lo confermi | no nei quattro brand da farmacia |
| Zinco | nessun beneficio dimostrato sull'ipertrofia; sopra i 100 mg al giorno risulta associato a più rischio di tumore avanzato | la soglia dell'associazione osservata è 100 mg al giorno; il limite massimo EFSA per adulti è 25 mg | studio di coorte 2003 su 46.974 uomini, 14 anni di follow-up | sì: Urogermin (gluconato) e Prostatricum, senza milligrammi in etichetta |
Due righe della tabella vanno lette con attenzione, altrimenti fanno dire alle fonti il contrario di quello che dicono.
Il beta-sitosterolo e il pygeum hanno numeri più favorevoli della serenoa, ma vengono da revisioni del 1999 e del 2002, costruite su 4 e 18 studi. Il verdetto negativo sulla serenoa arriva da una revisione del 2023 con 27 studi e 4.656 uomini. Scrivere «il beta-sitosterolo funziona e la serenoa no» significherebbe confrontare una prova piccola e vecchia con una grande e recente.
Sulla sostanza studiata a fondo la risposta è arrivata, ed è negativa. Sulle altre la domanda è ancora aperta.
Perché la serenoa repens non batte il placebo
Perché è stata studiata più di ogni altra sostanza della categoria e il risultato non è arrivato. La revisione Cochrane aggiornata al 2023 ha messo insieme 27 studi randomizzati su 4.656 uomini, con età media fra 52 e 68 anni e sintomi urinari moderati (punteggio IPSS da 8 a 19). Nessun miglioramento dei sintomi urinari e della qualità di vita rispetto al placebo, né dopo 3-6 mesi né dopo 12-17 mesi (Cochrane CD001423).
Chi compra si chiede spesso se basti prenderne di più. Negli studi la quantità standard è stata raddoppiata e triplicata — nel trial americano CAMUS su 369 uomini la dose è salita da 320 a 640 e infine a 960 mg al giorno (Andriole et al., J Urol 2013) — e nemmeno così cambiavano la nicturia, il flusso di picco e il punteggio dei sintomi.
Alzare i milligrammi non porta da nessuna parte.
La stessa conclusione si legge in italiano, su una fonte clinica indipendente. Il manuale professionale MSD, alla voce sull'ipertrofia prostatica benigna, scrive che «nessun farmaco, compresa la studiatissima Serenoa repens, ha dimostrato di essere più efficace del placebo» (MSD Manuals).
Sulla sicurezza il discorso cambia, ed è la parte che regge. Nella revisione Cochrane non sono emersi eventi avversi rilevanti. Alle dosi in commercio, quindi, questa sostanza non risulta pericolosa; risulta inefficace sui sintomi, che è un'altra faccenda. Il quadro completo, effetti indesiderati e interazioni compresi, sta nella pagina dedicata alla serenoa repens.
Perché la stessa sostanza è farmaco con ricetta e integratore da banco
Perché in Italia a cambiare non è la molecola, ma la strada normativa con cui il prodotto arriva sullo scaffale. Permixon contiene estratto lipido-sterolico di Serenoa repens 320 mg per capsula ed è registrato come medicinale: ricetta ripetibile, classe C, cioè pagato interamente dal cittadino.
Le indicazioni registrate sono i disturbi funzionali legati all'ipertrofia prostatica benigna, dalla pollachiuria alla nicturia fino al getto debole, con una durata minima di trattamento di 30 giorni (foglio illustrativo AIFA).
Prostamol e Urogermin contengono la stessa dose, 320 mg al giorno, ma sono integratori alimentari: si comprano senza ricetta e senza passare da un medico (Prostamol, Urogermin).
In pratica, la differenza fra i due scaffali non sta nel principio attivo né nella quantità, ma in che cosa il prodotto ha il permesso di dire e in chi controlla l'uso. Un integratore di serenoa segue la disciplina degli alimenti, deve essere notificato al Ministero della Salute e non può presentarsi come cura dell'ipertrofia prostatica (Ministero della Salute).
Chi si aspetta che «farmaco» significhi automaticamente «più efficace» resta comunque deluso dai numeri. Il manuale MSD parla proprio di farmaci quando scrive che nessuno di essi, «compresa la studiatissima Serenoa repens», ha superato il placebo.
Quel verdetto vale anche per il medicinale, non solo per gli integratori.
Il beta-sitosterolo funziona meglio della serenoa?
Sui numeri sembra di sì, sulla solidità delle prove no. Una revisione Cochrane ha trovato un miglioramento del punteggio dei sintomi urinari e del flusso di picco con il beta-sitosterolo, ma si basa su quattro studi in doppio cieco con 519 uomini in tutto e porta la data del 1999: da allora non è mai stata aggiornata (Cochrane CD001043).
C'è poi un ostacolo che riguarda direttamente le etichette europee. L'EFSA ha respinto in modo esplicito il claim che collega fitosteroli e fitostanoli al mantenimento della normale dimensione della prostata e della normale minzione, perché il rapporto causa-effetto non è stato considerato dimostrato (EFSA 2010).
L'unica indicazione autorizzata per queste sostanze riguarda il colesterolo nel sangue, con un apporto di almeno 0,8 g al giorno, e con la prostata non ha nulla a che vedere.
Il risultato è paradossale. La sostanza con i dati clinici comparativamente migliori della categoria è anche quella che in Europa non si può pubblicizzare per la prostata.
Nei quattro prodotti italiani esaminati, poi, il beta-sitosterolo non compare come ingrediente dichiarato. Solo Urogermin porta fitosteroli da avocado e soia, con una percentuale di titolazione ma senza milligrammi.
Il pygeum africanum serve a qualcosa?
I dati esistono e sono moderatamente favorevoli, ma sono fermi al 2002. La metanalisi Cochrane su 18 studi randomizzati ha rilevato che gli uomini trattati riferivano un miglioramento dei sintomi circa il doppio delle volte rispetto al placebo, con una riduzione della nicturia e un aumento del flusso di picco (Cochrane CD001044).
Gli autori sono più prudenti dei riassunti che circolano in rete. Parlano di sollievo moderato dei sintomi urinari, di buona tollerabilità, di un costo inferiore a quello dei farmaci con ricetta. Nessuno ha aggiornato la revisione da allora, e quel giudizio resta una fotografia vecchia di più di vent'anni.
Sul mercato italiano, comunque, il problema pratico viene prima di quello scientifico. Il pygeum non compare fra gli ingredienti dichiarati dei quattro prodotti da farmacia che abbiamo esaminato, e chi lo cerca deve rivolgersi a marchi di nicchia, dove controllare l'etichetta conta ancora di più.
Il licopene protegge la prostata?
No, non secondo la revisione sistematica più citata. La metanalisi, condotta su quattro degli otto studi inclusi, non ha mostrato una riduzione significativa dell'ipertrofia prostatica negli uomini che assumevano licopene rispetto ai controlli (RR 0,95; intervallo di confidenza al 95% 0,63-1,44), e nemmeno delle diagnosi di tumore alla prostata (RR 0,92; 0,66-1,29) (Ilic e Misso, 2012).
Un effetto significativo in quella revisione c'è, ma riguarda un'altra situazione: negli uomini già diagnosticati con tumore alla prostata il PSA si riduceva in media di 1,58 ng/mL.
Quel risultato appartiene alla gestione di una malattia oncologica seguita da specialisti. Con la prevenzione, e con i sintomi urinari di chi ha la prostata ingrossata, c'entra poco.
La stessa direzione arriva dagli studi sulla dieta. Nel Prostate Cancer Prevention Trial, che ha seguito 4.770 uomini, l'associazione fra licopene, zinco o vitamina D assunti come integratori e la riduzione del rischio di ipertrofia sintomatica è risultata debole e non significativa (Kristal et al., 2008).
Lo zinco fa bene alla prostata?
Lo zinco non ha mostrato benefici sull'ipertrofia prostatica, e a dosi alte e prolungate compare un segnale di rischio da conoscere prima di comprare.
Nello Health Professionals Follow-up Study, 46.974 uomini seguiti per 14 anni, l'assunzione di zinco supplementare oltre i 100 mg al giorno è risultata associata a un rischio relativo di tumore prostatico avanzato di 2,29 (intervallo di confidenza 1,06-4,95). L'uso per dieci anni o più era associato a un rischio relativo di 2,37 (Leitzmann et al., JNCI 2003).
Quel numero va preso con la misura giusta, perché arriva da uno studio osservazionale. Mostra un'associazione, non una causa dimostrata, e gli stessi autori la presentano come ipotesi da approfondire. Sotto i 100 mg al giorno, poi, l'aumento di rischio non compariva.
Il riferimento europeo per l'uso quotidiano è più basso e più semplice da ricordare. L'EFSA fissa per gli adulti un livello massimo tollerabile di 25 mg al giorno, ricavato da un valore senza effetti avversi di 50 mg con un fattore di sicurezza di 2. L'effetto indesiderato più sensibile di un eccesso cronico è la riduzione dell'assorbimento del rame (EFSA).
Nei prodotti italiani esaminati lo zinco compare in Urogermin, sotto forma di gluconato, e in Prostatricum, come L-metionina solfato. In nessuno dei due la quantità in milligrammi è dichiarata sulla scheda pubblica, quindi il lettore non può sapere quanto ne sta assumendo né sommarlo a un eventuale multivitaminico già in uso.
L'ortica serve per la prostata ingrossata?
Le prove sull'ortica sono poche e riguardano la radice, non la foglia. Il lavoro più grande è uno studio randomizzato in doppio cieco del 2005 su 620 uomini: dopo sei mesi il punteggio dei sintomi è sceso da 19,8 a 11,8 con l'estratto di radice e da 19,2 a 17,7 con il placebo, con un flusso di picco migliore e un volume della prostata leggermente più piccolo (Safarinejad, J Herb Pharmacother 2005).
Quei numeri, però, restano di un solo studio. Gli autori stessi chiudono l'articolo chiedendo altre ricerche prima di dichiarare efficace l'ortica, e a oggi non esiste una revisione sistematica aggiornata che raccolga i dati come è stato fatto per la serenoa.
Un risultato singolo non pesa quanto 27 studi su 4.656 uomini, in nessuna delle due direzioni.
Davanti allo scaffale conta proprio la parte di pianta. Un prodotto che scrive «estratto di ortica» senza specificare se viene dalla radice o dalla foglia non permette di capire se contiene la forma su cui esiste qualche dato.
Nei quattro brand italiani da farmacia esaminati l'ortica non compare fra gli ingredienti dichiarati; compare invece nelle formule di alcuni prodotti venduti solo online, di solito senza indicare la parte della pianta.
Serenoa e formule miste: che cosa si paga in trenta giorni
Una scatola di Prostalis dura dieci giorni, una di Prostamol un mese: per questo il prezzo in vetrina dice poco, e il conto va rifatto partendo da quante capsule servono in un giorno. Sei prodotti che si trovano fra farmacia e negozi online, con la dose quotidiana dichiarata e la cifra letta a settembre 2026.
| Prodotto | Prezzo visto a settembre 2026 | Categoria | Dose giornaliera dichiarata | Mg leggibili in etichetta |
|---|---|---|---|---|
| Permixon 320 mg, 16 capsule molli | 23,50 € (da riverificare) | medicinale, ricetta ripetibile, classe C | estratto lipido-sterolico di Serenoa repens 320 mg (1-2 capsule) | sì |
| Prostamol, 30 capsule molli | 17,50-22,38 € per un mese | integratore | estratto oleoso di Serenoa repens (frutto) 320 mg | sì — scheda |
| Urogermin Prostata, 30 softgel | 13,94 € per un mese | integratore | Serenoa repens 320 mg titolata all'85%, estratto di avocado e soia titolato al 30% in fitosteroli, estratto di pomodoro titolato al 15% in licopene, selenio, zinco | in parte: solo per la serenoa |
| Serenoa Repens estratto secco KOS, 60 compresse | 8,33 € (rilevato il 5 settembre, non riconfermato) | integratore | serenoa, milligrammi per compressa non confermati in questa analisi | non verificato |
| Prostatricum, capsule | prezzo non rilevato da una fonte identificabile | integratore venduto online | saw palmetto 4:1, echinacea, ginkgo biloba, zinco, licopene in polvere — senza quantità | no |
| Prostalis, capsule | 37,00-39,00 € per 30 capsule, che a 3 al giorno durano 10 giorni | integratore venduto online | zucca 480 mg, echinacea 480 mg, ginkgo 60 mg, zinco 15 mg, licopene 0,3 mg su 3 capsule al giorno — senza serenoa (schede dei venditori, settembre 2026) | sì, sulle schede dei venditori — scheda |
I prezzi vengono dalle pagine di vendita aperte a settembre 2026 e cambiano da un negozio all'altro, quindi qui contano gli ordini di grandezza più che la cifra al centesimo.
Due sono da prendere come indicative, e lo scriviamo invece di nasconderlo. Quella di Permixon e quella del prodotto KOS arrivano da una rilevazione del 5 settembre che non siamo riusciti a riaprire alla verifica successiva; il prezzo di Prostamol da 17,50 €, invece, è stato ricontrollato sulla scheda della farmacia il 6 settembre.
Tre confronti dicono più di qualsiasi classifica.
Prostamol e Urogermin portano gli stessi 320 mg di serenoa del medicinale, ma costano meno e non richiedono la ricetta. Fra quattro farmacie online lo stesso Prostamol passava da 17,50 a 22,38 €: il 28% di differenza per un prodotto identico, nello stesso giorno.
Il prodotto più economico della categoria, l'estratto secco di KOS a 8,33 €, non permette invece un confronto pulito. Sulla confezione non abbiamo trovato conferma dei milligrammi per compressa, e senza quel numero affiancare quel prezzo a quello di Prostamol sarebbe scorretto quanto i paragoni che critichiamo.
Le ultime due righe sono di un altro tipo. Per Prostatricum non abbiamo trovato una scheda pubblica italiana che indichi i milligrammi degli ingredienti, né un produttore identificabile con sede e partita IVA; si incontra su siti che assomigliano a farmacie o a portali clinici. Non stiamo giudicando il contenuto della capsula, che nessuno può verificare, ed è proprio quello il problema. Per Prostalis, invece, a settembre 2026 le schede dei venditori riportano ingredienti e milligrammi: la formula, senza serenoa, e il conto del costo al giorno stanno nella recensione dedicata.
Quando i milligrammi mancano, nessuno studio pubblicato può essere messo in relazione con il prodotto che si ha in mano.
Che cosa può scrivere in etichetta un integratore per la prostata in Italia
Per la serenoa le formule ammesse sono soltanto tre, e sono molto più caute di quello che si legge nella pubblicità. L'allegato del Ministero della Salute sulle sostanze botaniche permette di indicare «funzionalità della prostata», «funzionalità delle vie urinarie» e «drenaggio dei liquidi corporei», più un'avvertenza obbligatoria: se ne sconsiglia l'uso alle donne in età fertile e ai soggetti di entrambi i sessi in età prepubere (Ministero della Salute).
Sono claim funzionali della disciplina nazionale sugli integratori botanici, e non equivalgono alle indicazioni sulla salute autorizzate a livello europeo. A livello EFSA, infatti, i claim botanici sulla serenoa per prostata e funzione urinaria restano nell'area «in sospeso», cioè non sono stati né approvati né respinti in via definitiva (EFSA).
Da qui viene la regola che vale per tutti i prodotti di questa pagina. Il Regolamento (CE) 1924/2006 vieta a un integratore di dichiarare che previene, tratta o guarisce una malattia, e vieta anche di alludere a un'azione terapeutica (EUR-Lex).
Quindi frasi come «cura l'ipertrofia prostatica», «riduce la prostata», «normalizza la minzione» o «sostituisce Permixon» non sono ammesse in etichetta né in una pagina di vendita.
Per una capsula di serenoa «notificato» significa una cosa precisa e piccola: chi la mette in commercio ha mandato l'etichetta al Ministero della Salute, e il prodotto è finito nell'elenco pubblico. Non è un via libera del Ministero, e sui sintomi urinari quel passaggio non dice niente.
Un integratore può sostituire i farmaci per la prostata ingrossata?
No, e a separare le due cose sono i dati clinici.
Per l'ipertrofia prostatica benigna in Italia si usano due classi di farmaci: gli alfa-bloccanti, come tamsulosina, alfuzosina, terazosina e silodosina, che rilassano la muscolatura del collo della vescica e agiscono in fretta sui sintomi, e gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, come finasteride e dutasteride, che riducono il volume della ghiandola nel tempo e abbassano anche il PSA di circa il 50% (ISSalute).
Chi cerca un'alternativa naturale per evitare gli effetti degli alfa-bloccanti sull'eiaculazione deve sapere che a cambiare non è solo il profilo degli effetti indesiderati. Cambia anche quanto l'efficacia è dimostrata. Nessuno degli integratori esaminati, e nemmeno il medicinale a base di serenoa, ha superato il placebo nelle revisioni sistematiche sui sintomi misurati con i questionari standard. Il confronto completo fra le due classi di farmaci sta nella pagina sui farmaci per l'ipertrofia prostatica.
Il questionario di riferimento, per inciso, si chiama IPSS: sette domande sui sintomi urinari più un'ottava sulla qualità di vita, con un punteggio da 0 a 35 dove 0-7 indica sintomi lievi, 8-19 moderati e 20-35 gravi. È lo strumento con cui il medico misura il punto di partenza e l'eventuale cambiamento, e nessuna capsula lo sostituisce. Come si arriva alla diagnosi e che cosa succede alla visita è spiegato nella pagina sull'iperplasia prostatica benigna, dai sintomi agli esami.
Chi dovrebbe parlarne con il medico prima di iniziare
Chi prende già un farmaco per la prostata o per il sangue dovrebbe parlarne prima di aggiungere una capsula. Non è una formalità.
| Situazione | Che cosa può succedere |
|---|---|
| Terapia con finasteride o dutasteride | la serenoa agisce sullo stesso enzima, la 5-alfa-reduttasi: la combinazione può dare una soppressione eccessiva del DHT e non è consigliata senza parere medico |
| Terapia con tamsulosina o altri alfa-bloccanti | nessuna interazione documentata con la serenoa: i meccanismi d'azione sono diversi |
| Anticoagulanti o antiaggreganti (warfarin, apixaban, rivaroxaban, clopidogrel, aspirina) | i prodotti che contengono ginkgo biloba, come Prostatricum, possono aumentare il rischio di sanguinamento (NCCIH) |
| Multivitaminici già in uso | lo zinco delle formule per la prostata si somma a quello di altri integratori, e il tetto EFSA è di 25 mg al giorno |
| PSA in programma | va detto al medico che si assume un prodotto per la prostata, altrimenti il valore rischia di essere interpretato male |
L'ultima riga merita una precisazione. In teoria, agendo sulla 5-alfa-reduttasi, la serenoa potrebbe abbassare il PSA; nel trial CAMUS, però, il PSA degli uomini che la assumevano è cambiato come quello del gruppo placebo anche a 960 mg al giorno (J Urol 2013). La finasteride, invece, lo riduce di circa il 50% dopo sei mesi di terapia, tanto che il foglio illustrativo italiano indica di raddoppiare il valore misurato per confrontarlo con i range normali.
Serenoa, beta-sitosterolo, pygeum, licopene, zinco e ortica hanno qui i loro numeri: risultati delle revisioni, milligrammi delle ricerche e delle confezioni, costo di trenta giorni, frasi permesse in etichetta.
Manca tutta la parte che riguarda te di persona. Nessuna diagnosi, nessuna terapia cucita sul tuo caso, nessuna quantità da assumere. L'ultima assenza è voluta. Suggerire dei milligrammi a uno sconosciuto, senza una visita, è irresponsabile, ed è proprio la leva con cui i venditori più aggressivi convincono a comprare.
Da uno schermo non si vede quanto è ingrossata la ghiandola, che punteggio danno i tuoi sintomi, che cosa c'è già nell'armadietto dei medicinali. Ci ragiona chi ti visita, e per un medicinale come Permixon la ricetta nasce proprio da quella visita.
Che cosa si può fare intanto, senza comprare nulla
Ci sono misure che agiscono sul disturbo più fastidioso, cioè alzarsi di notte, e non costano niente. Non sostituiscono la diagnosi, ma si possono adottare mentre si aspetta la visita: bere meno di due litri di liquidi al giorno distribuendoli in piccole quantità, smettere di bere almeno cinque ore prima di coricarsi, ridurre caffeina e alcol.
Sull'alimentazione i dati esistono e vengono dal Prostate Cancer Prevention Trial, lo studio su 4.770 uomini seguiti per sette anni. Un consumo elevato di grassi totali è risultato associato a un aumento del rischio di ipertrofia sintomatica del 31%, il consumo quotidiano di carne rossa a un aumento del 38%, mentre quattro o più porzioni di verdura al giorno erano associate a una riduzione del 32%.
Attenzione a come si leggono. Sono associazioni osservate in una coorte, non effetti dimostrati di una dieta prescritta, e indicano una direzione ragionevole più che una terapia.
Prima dell'acquisto: cinque verifiche tra etichetta e venditore
- Quanti milligrammi al giorno, non per capsula? È il numero da confrontare con la dose degli studi, che per la serenoa è 320 mg.
- Quale parte della pianta è indicata? Frutto o radice, estratto secco o oleoso: sono parole che decidono quali ricerche si possono applicare al prodotto che si ha in mano.
- Chi è il produttore e dove sono sede e partita IVA? Se al posto della scheda del produttore ci sono solo pagine che imitano farmacie, manca il primo anello della verifica.
- Quanto dura la confezione alla dose consigliata? Il prezzo va diviso per i giorni coperti, non per il numero di capsule.
- Che cosa promette il venditore? Uno sconto che non scade mai, il pacco da sei confezioni proposto come scelta «consigliata» e la parola «guarire» dicono qualcosa sul negozio, non sul prodotto.
Prostamol o Urogermin: chi vince? Perché non lo diciamo
Tutti e due contengono serenoa, e sulla serenoa la revisione Cochrane 2023 non ha trovato differenze dal placebo sui sintomi. Se la sostanza non fa meglio del placebo, mettere in fila le capsule per «efficacia» non ha basi; e fra due integratori nessuno studio ha mai fatto un confronto diretto.
Un punteggio con le stelline, quindi, sarebbe un numero costruito a tavolino: tanto più che opinioni di acquirenti non ne raccogliamo, e una «soddisfazione media» non avrebbe dati sotto.
Restano le differenze che si leggono sulla scatola: 320 mg di serenoa oppure una formula senza serenoa, frutto o radice, il costo di un mese. Quelle si possono confrontare, e la tabella dei prezzi le mette una accanto all'altra.
Nota medica. La tua prostata non l'abbiamo vista: qui ci sono le ricerche pubblicate, non la visita dell'urologo. Con dei farmaci già in corso, prima di aggiungere un integratore passa dal medico o dal farmacista.
Nomi e proprietari. Ogni marchio citato in questa pagina ha il proprio titolare, che non è questa redazione. Nominarlo serve a riconoscere il prodotto, non a raccomandarlo, e con quelle aziende non abbiamo rapporti.
Fonti utilizzate 31
- Revisione Cochrane 2023, Serenoa repens per l'ipertrofia prostatica benigna (27 studi randomizzati, 4.656 uomini) — https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD001423.pub3/full · sintesi secondaria https://wjmh.org/DOIx.php?id=10.5534%2Fwjmh.230222
- MSD Manuals, edizione professionale italiana, iperplasia prostatica benigna (verdetto sul placebo, uroflussometria, IPSS) — https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/iperplasia-prostatica-benigna
- MSD Manuals, edizione professionale italiana, prostatite — https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/prostatite
- MSD Manuals, edizione professionale italiana, poliuria e segnali d'allarme — https://www.msdmanuals.com/it/professionale/nefrologia/sintomatologia-dei-disturbi-nefrologici/poliuria
- Foglio illustrativo di Permixon 320 mg (AIFA, riprodotto da Torrinomedica): status di medicinale, classe C, posologia, effetti indesiderati — https://www.torrinomedica.it/foglietti-illustrativi/permixon-bugiardino-foglietto-illustrativo/ · scheda secondaria https://www.pazienti.it/farmaci/permixon-16cps-320mg-pierre-fabre-pharma-srl
- Ministero della Salute, allegato sulle sostanze botaniche: i tre claim ammessi per la serenoa e l'avvertenza obbligatoria — https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1268_listaFile_itemName_2_file.pdf
- Ministero della Salute, elenco degli integratori notificati — https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/INTEGRATORI_NOTIFICATI_ORD_AZ_4.pdf
- Regolamento (CE) 1924/2006 sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute — https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32006R1924
- EFSA, parere sui fitosteroli e fitostanoli: claim sulla prostata respinto, claim sul colesterolo autorizzato — https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.2903/j.efsa.2010.1813
- EFSA, elenco dei claim botanici in sospeso (serenoa) — https://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/2021-06/questions-on-hold-botanical-claims.xlsx
- Revisione Cochrane 1999, beta-sitosteroli per l'ipertrofia prostatica benigna (4 studi in doppio cieco, 519 uomini; IPSS -4,9 punti, flusso di picco +3,9 mL/s) — https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD001043/full · DOI 10.1002/14651858.CD001043 · abstract https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10796740/
- Revisione Cochrane 2002, Pygeum africanum per l'ipertrofia prostatica benigna (18 studi) — https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD001044/full · DOI 10.1002/14651858.CD001044
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