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Redazione Redazione Benessere Sereno Aggiornato 7 settembre 2026

Prostata ingrossata: che cos'è, quando dà disturbi e che cosa si fa

La prostata ingrossata è l'aumento di volume della ghiandola prostatica legato ai cambiamenti ormonali dell'invecchiamento maschile. In medicina ha due nomi, ipertrofia prostatica benigna e iperplasia prostatica benigna, che in sigla diventano IPB e indicano la stessa cosa. Non è un tumore. La Società Italiana di Urologia scrive che l'iperplasia prostatica «non è né sinonimo né un fattore di rischio per lo sviluppo di un tumore prostatico» (SIU). A dare i disturbi è la posizione della ghiandola. La prostata avvolge l'uretra, e quando cresce stringe il canale che porta fuori l'urina.

8%
uomini con IPB fra 31 e 40 anni, secondo MSD
80%
la quota che si supera dopo gli 80 anni
17-37%
fra 50 e 79 anni, con il criterio clinico più stretto delle linee guida AURO
0-35
la scala del questionario IPSS, lo strumento che misura i sintomi
50%
quanto la finasteride abbassa il valore del PSA dopo sei mesi
27
gli studi randomizzati della revisione Cochrane sulla serenoa repens

Il volume da solo non decide niente. Un uomo con una prostata grande può non avere alcun disturbo, un altro con una prostata poco più grande della norma può alzarsi tre volte a notte. Per questo la medicina misura i sintomi e il flusso, non i millimetri. Questa pagina va per gradi — come si riconosce, quanti uomini riguarda, quali esami servono, quali cure esistono e con quale priorità si usano. Chi è già davanti allo scaffale della farmacia può saltare direttamente al confronto fra i prodotti da banco per la prostata.

Fotografia editoriale: una lampada da comodino accesa, occhiali da lettura e un bicchiere d'acqua su un comodino di legno
I sintomi dell'ipertrofia si notano soprattutto la sera e la notte, quando la vescica lavora di più.

Che cos'è l'ipertrofia prostatica benigna?

L'ipertrofia prostatica benigna è un ingrossamento non maligno della prostata, la ghiandola che sta sotto la vescica e circonda l'uretra, causato dai cambiamenti ormonali che accompagnano l'invecchiamento maschile (SIU). La sigla italiana è IPB; nei testi internazionali compare anche come BPE.

Le parole «ipertrofia» e «iperplasia» descrivono lo stesso quadro clinico. In senso stretto sono due cose diverse: il Dizionario di Medicina Treccani definisce l'iperplasia come aumento dovuto alla moltiplicazione delle cellule (Treccani) e l'ipertrofia come aumento di volume degli elementi cellulari già presenti (Treccani). Nei documenti italiani, però, i due termini indicano la stessa condizione: il manuale MSD intitola la voce «Iperplasia prostatica benigna» e mette «ipertrofia prostatica benigna» fra i sinonimi (MSD). Se il referto dice «iperplasia» e il medico dice «ipertrofia», non stanno parlando di due malattie.

Il punto da cui parte l'ingrossamento è preciso. La prostata è divisa in zone, e quella che abbraccia il primo tratto dell'uretra si chiama zona di transizione. È lì che nasce l'IPB, mentre la zona periferica, rivolta verso il retto, è quella da cui parte la maggior parte dei tumori (StatPearls NBK540987). Questa differenza di indirizzo spiega perché una prostata ingrossata si fa sentire presto sul getto dell'urina, e perché invece un tumore in fase iniziale spesso non dà alcun disturbo urinario.

Anatomia, funzione e le tre malattie da tenere separate restano materia della pagina generale sulla prostata.

La prostata ingrossata è un tumore o può diventarlo?

No. L'iperplasia prostatica non è un tumore e non è nemmeno un fattore di rischio per svilupparlo. Lo scrive la Società Italiana di Urologia con queste parole, senza sfumature. L'aumento di volume non evolve e non contribuisce a un cambiamento maligno delle cellule.

Le due condizioni possono coesistere, soprattutto in età avanzata, perché entrambe diventano più frequenti con gli anni. Coesistere non vuol dire derivare l'una dall'altra. Sono processi separati, e partono anche da zone diverse della ghiandola.

La confusione più diffusa nasce altrove. Una prostata ingrossata può alzare il valore del PSA nel sangue, e il PSA non è un esame per il cancro: è una proteina prodotta dalla prostata, che aumenta quando la ghiandola cresce, quando si infiamma o quando c'è ritenzione di urina (EAU). Un valore alto in un uomo con IPB non è quindi la notizia che teme. Va letto insieme all'età, al volume della ghiandola e a tutto il resto. Come si interpreta un referto, valore per valore, lo spiega la pagina sull'esame del PSA.

Quanti uomini hanno la prostata ingrossata?

Dipende da come la si conta, e le due risposte serie in circolazione danno numeri molto diversi. Conviene vederle affiancate, perché da quella distanza nascono quasi tutti i titoli allarmistici.

Fascia d'età MSD: presenza di iperplasia AURO: iperplasia con sintomi e flusso ridotto
31-40 anni 8%
50-59 anni 40-50% (51-60 anni) 17%
60-69 anni 27%
70-79 anni 37%
oltre 80 anni più dell'80%

La prima colonna arriva dal manuale professionale MSD e conta la presenza dell'iperplasia nel tessuto. Sono cifre di studi autoptici, cioè ricavate dall'esame del tessuto e non da uomini che si erano lamentati di qualcosa. La seconda arriva dalle linee guida italiane AURO e conta solo gli uomini che hanno anche i sintomi, con un criterio doppio — punteggio IPSS pari o superiore a 7 insieme a un flusso massimo sotto i 15 ml al secondo. Quelle tre percentuali hanno però un'origine che conviene dichiarare. Vengono da una survey statunitense, la contea di Olmsted, che il documento AURO del 2004 riporta. Un ordine di grandezza, insomma, e non un censimento italiano recente.

Nessuna delle due sbaglia. Misurano cose diverse — il tessuto cambia in quasi tutti, il disturbo compare in una minoranza. In pratica, dopo i settant'anni avere una prostata ingrossata è la normalità statistica, mentre avere disturbi urinari che meritano una terapia lo è molto meno.

Quali sono i sintomi della prostata ingrossata?

I sintomi dell'IPB si dividono in due gruppi, e riconoscere il proprio gruppo serve più di quanto sembri, perché indirizza gli esami (MSD).

Gruppo Che cosa succede Sintomi
Svuotamento (ostruttivi) l'urina fatica a uscire getto debole, esitazione all'inizio, getto che si interrompe e riprende, sensazione di vescica non vuota, perdite dopo la minzione
Riempimento (irritativi) la vescica reagisce allo sforzo bisogno di urinare spesso di giorno, risvegli notturni, urgenza improvvisa

Il primo gruppo dipende dal restringimento del canale. Dietro al secondo c'è invece la vescica, che nel tempo si adatta a spingere di più e diventa più irritabile. Nei casi gravi si arriva alla ritenzione urinaria acuta, con la vescica piena e l'urina che non esce affatto.

Nell'elenco dei sintomi dell'IPB il dolore non compare, e questo dettaglio da solo elimina metà delle paure. Sono tutti disturbi del modo di urinare, dal getto debole al gocciolamento finale (MSD). Il dolore al perineo, sopra il pube, al pene o durante l'eiaculazione appartiene alla prostatite, un'infiammazione che compare anche a trent'anni ed è una malattia diversa (MSD). Se il dolore è il tuo sintomo principale, l'indirizzo giusto è la pagina su che cos'è la prostatite e come si cura.

Diverso è il caso di chi urina spesso ma senza getto debole. Lì la prostata è solo una delle ipotesi. Urinare molte volte con volumi normali e urinare molto come volume totale sono due problemi distinti, e il secondo porta prima al controllo della glicemia che dall'urologo — distinzione che approfondiamo nella pagina sulla minzione frequente e le sue cause.

Come si misura la gravità: il punteggio IPSS

L'IPSS (International Prostate Symptom Score) è un questionario di sette domande sui sintomi urinari, più un'ottava sulla qualità di vita che non entra nel punteggio. La somma va da 0 a 35 e colloca i sintomi in tre fasce (MSD).

0-7
sintomi lievi
8-19
sintomi moderati
20-35
sintomi gravi

È lo stesso strumento che usa l'urologo alla prima visita e che si usa dopo qualche mese per capire se una terapia sta servendo. Segnare il proprio punteggio prima dell'appuntamento fa risparmiare tempo a tutti e due.

Quando i disturbi urinari sono un'emergenza?

Vai al pronto soccorso, non dall'urologo fra due settimane, se compare uno di questi segnali (MSD; ISSalute):

  • impossibilità di urinare con vescica piena e dolore: è la ritenzione urinaria acuta
  • febbre alta con brividi
  • sangue nelle urine
  • peggioramento rapido dello stato generale, confusione, pressione bassa, respiro accelerato: sono segni di sepsi
  • febbre che continua nonostante l'antibiotico già iniziato

In queste situazioni non si aspetta e non si prende un integratore. Sono condizioni che si risolvono in ospedale, a volte con un catetere, e il ritardo peggiora l'esito.

Che cosa aumenta il rischio di avere disturbi?

L'età è il fattore principale, e non si tratta. Gli altri elencati dall'Istituto Superiore di Sanità sono la familiarità, il diabete, le malattie cardiache, l'obesità e alcuni farmaci, tra cui i beta-bloccanti (ISSalute).

A tavola, per una volta, i numeri esistono e sono misurati. Nello studio Prostate Cancer Prevention Trial, su 4.770 uomini seguiti sette anni, un consumo elevato di grassi totali si associa a un rischio di IPB sintomatica maggiore del 31%, la carne rossa tutti i giorni (contro meno di una volta a settimana) del 38%; quattro o più porzioni di verdura al giorno si associano invece a un rischio inferiore del 32% (Kristal et al., Am J Epidemiol 2008).

Restano associazioni osservate in una popolazione statunitense, non garanzie individuali. La sintesi che ne fa l'ISSalute regge meglio di qualunque elenco di divieti — ciò che fa bene al cuore fa bene alla prostata. Il capitolo alimentare, compreso un risultato controintuitivo sull'alcol, ha una pagina sua, cibi da evitare.

Farmaci comuni che possono peggiorare i sintomi

Quasi nessuno cerca la causa nella scatola dei medicinali che ha in casa. Il manuale MSD, invece, mette «identificazione ed eliminazione dei farmaci contribuenti» come primo punto del trattamento dell'IPB, prima di qualsiasi pastiglia per la prostata, e cita anticolinergici, simpaticomimetici e oppioidi (MSD). Non sono categorie astratte: dentro ci finiscono anche prodotti da banco per il raffreddore, che il foglio illustrativo controindica a chi ha la prostata ingrossata. L'elenco, con la citazione del bugiardino, sta nella pagina su che cosa conviene togliere prima di aggiungere una terapia. Se il getto peggiora nei giorni in cui prendi qualcosa per il naso chiuso, la coincidenza va raccontata al medico. A volte basta cambiare quel farmaco.

Come si arriva alla diagnosi?

Il percorso diagnostico dell'IPB è standard e non riserva sorprese (ISSalute; MSD).

Esame Che cosa misura Come si svolge
Questionario IPSS gravità dei sintomi, da 0 a 35 sette domande, si compila in pochi minuti
Esplorazione rettale digitale dimensione, consistenza, noduli pochi secondi, con guanto e lubrificante
Esame delle urine infezioni, sangue campione di urina
PSA proteina prodotta dalla prostata prelievo di sangue
Uroflussometria velocità e forma del getto si urina in un imbuto collegato a un misuratore
Ecografia vescicale o transrettale volume della ghiandola, urina residua sonda esterna o rettale

Biopsia, UroTAC e cistoscopia non fanno parte del percorso di base. Si usano in casi selezionati, quando qualcosa nei primi esami non torna.

L'esame che spaventa di più è l'esplorazione rettale, ed è anche il motivo per cui molti uomini rimandano la visita di anni. Le fonti cliniche italiane la descrivono come fastidiosa e imbarazzante per alcuni, mai dolorosa. Il medico usa guanto sterile e lubrificante, inserisce un dito nel retto e palpa la ghiandola, che sta subito dietro. Dura pochi secondi (Andrologia De Luca). Le stesse fonti collocano il primo controllo urologico fra i 45 e i 50 anni, prima in caso di familiarità per tumore della prostata.

L'uroflussometria, che sulla carta sembra peggio, non è invasiva. Niente aghi, niente sonde. Si urina dentro un flussometro, uno strumento elettronico a forma di water che misura il getto e lo trasforma in un grafico; alla fine può essere aggiunta un'ecografia dell'addome inferiore per vedere quanta urina è rimasta. Un ospedale italiano lo descrive come esame indolore e senza controindicazioni (Humanitas). L'urologo guarda poi due soglie precise — un flusso massimo sotto i 15 ml al secondo indica ostruzione, un residuo dopo la minzione sopra i 100 ml indica ritenzione (MSD).

Per arrivare all'urologo con il Servizio sanitario nazionale il passaggio è dal medico di medicina generale, che scrive l'impegnativa indicando il quesito diagnostico e una delle quattro classi di priorità, U, B, D o P, a cui il sistema associa tempi massimi diversi (Ministero della Salute). Che cosa significa ciascuna sigla, quanto si aspetta davvero e che cosa succede poi in ambulatorio, esame per esame, sta nella pagina sulla prima visita dall'urologo, dall'impegnativa al referto.

Come si cura la prostata ingrossata?

Il trattamento dell'IPB sale a gradini. Si comincia dal meno invasivo e si passa al successivo soltanto se i sintomi lo richiedono (ISSalute).

Gradino In che cosa consiste Quando si usa
Osservazione e abitudini meno caffeina e alcol, gestione dei liquidi, minzione programmata, pavimento pelvico sintomi lievi, IPSS basso
Alfa-bloccanti tamsulosina, alfuzosina, terazosina, silodosina: rilassano la muscolatura del collo vescicale sintomi che danno fastidio, effetto rapido
Inibitori della 5-alfa-reduttasi finasteride, dutasteride: riducono il volume della ghiandola prostata grande, effetto lento
Chirurgia TURP, tecniche laser, adenectomia sintomi gravi, complicanze, fallimento dei farmaci

Prima linea: abitudini, non pastiglie

La prima linea per i sintomi urinari legati all'IPB è la terapia comportamentale — allenamento dei muscoli del pavimento pelvico, minzione programmata, gestione dei liquidi (revisione 2025, PubMed 40658396). Non è un ripiego in attesa del farmaco vero. È ciò che le fonti mettono al primo posto.

L'allenamento del pavimento pelvico ha dati misurati alle spalle. Migliora i sintomi urinari, compresi i risvegli notturni, e aggiunto alla silodosina dà un risultato migliore del solo farmaco — sintomi più ridotti, flusso migliore, meno urina residua dopo la minzione (World Journal of Urology, 2024). Il percorso tipico è di 8-12 sedute con un fisioterapista, poi si continua a casa.

Per i liquidi le indicazioni sono precise. Meno di 2 litri al giorno, distribuiti in piccole quantità, smettendo di bere almeno 5 ore prima di coricarsi, con meno caffeina e meno alcol, che aumentano la produzione di urina (UCSF Hospital Handbook).

Alfa-bloccanti: effetto rapido, un effetto collaterale di cui si parla poco

Gli alfa-bloccanti rilassano la muscolatura del collo della vescica e agiscono in fretta sui sintomi; non riducono il volume della prostata (ISSalute).

Un punto conviene conoscerlo prima di iniziare la cura, meglio che scoprirlo strada facendo. La tamsulosina cambia l'eiaculazione più delle altre molecole della classe: negli studi di registrazione il disturbo compare nell'8,4% dei casi con la dose da 0,4 mg e nel 18,1% con quella da 0,8 mg, contro lo 0,2% del placebo (Translational Andrology and Urology, 2017). L'effetto dipende dalla dose e rientra quando si sospende il farmaco; se compare, la conversazione da fare è con il medico che ha prescritto, che può cambiare molecola. Il confronto molecola per molecola, silodosina compresa, e che cosa succede davvero all'eiaculato stanno nella guida ai farmaci per l'ipertrofia prostatica.

Inibitori della 5-alfa-reduttasi: l'unica classe che riduce il volume

Finasteride e dutasteride agiscono sugli ormoni e riducono nel tempo il volume della ghiandola. L'effetto è lento, si valuta in mesi, ed è la ragione per cui si preferiscono quando la prostata è grande (ISSalute).

Chi li prende deve sapere una cosa che riguarda gli esami del sangue. La finasteride abbassa il PSA di circa il 50% dopo sei mesi o più di trattamento, e la scheda tecnica italiana indica di raddoppiare il valore misurato per confrontarlo con i valori di riferimento degli uomini non trattati (scheda tecnica finasteride 5 mg, testo AIFA).

Vale anche per chi assume finasteride a dosaggio più basso per la caduta dei capelli e poi fa un PSA di controllo. Senza dirlo al medico, un valore rassicurante può essere soltanto l'effetto della pastiglia. Ogni medicinale assunto va comunicato a chi legge il referto.

Chirurgia: quando i farmaci non bastano

Le opzioni chirurgiche elencate dalle fonti italiane sono la TURP (resezione transuretrale della prostata), le tecniche con laser e l'adenectomia, e si riservano ai casi gravi (ISSalute). Si interviene per sintomi che non rispondono alla terapia o per complicanze come la ritenzione ripetuta. È una decisione che si prende con l'urologo, caso per caso. Non esiste una soglia di volume oltre la quale si opera e basta.

Fra i farmaci e la sala operatoria classica c'è una fascia intermedia di tecniche mininvasive, che riducono il tessuto senza la resezione tradizionale. Il manuale MSD elenca fra le altre l'ablazione laser, la termoterapia a microonde, la terapia con getto d'acqua pressurizzata, il sollevamento uretrale e la terapia con iniezione di vapore riscaldato, oltre all'embolizzazione dell'arteria prostatica (MSD). Non tutti i centri le offrono, e la scelta dipende dal volume e dalla forma della ghiandola. L'elenco serve per sapere che cosa chiedere in visita, non per decidere da soli.

Le piante e gli integratori funzionano sull'ipertrofia?

Sulla sostanza più venduta della categoria la risposta della ricerca è netta e scomoda. La revisione Cochrane più aggiornata, che ha messo insieme 27 studi randomizzati su 4.656 uomini, non ha trovato differenze fra Serenoa repens e placebo sui sintomi urinari e sulla qualità di vita, né a 3-6 mesi né a 12-17 mesi; nemmeno il doppio o il triplo della dose standard ha cambiato il risultato su risvegli notturni, flusso massimo e punteggio dei sintomi (Cochrane CD001423, agg. 2023).

La stessa frase compare in italiano su una fonte clinica indipendente: il manuale professionale MSD, alla voce iperplasia prostatica benigna, scrive che «nessun farmaco, compresa la studiatissima Serenoa repens, ha dimostrato di essere più efficace del placebo» (MSD).

Un'anomalia tutta italiana confonde parecchi lettori. La stessa molecola esiste da noi in due vesti. Permixon è un medicinale con estratto lipido-sterolico di Serenoa repens da 320 mg per capsula, con ricetta ripetibile e classe C, cioè a carico del cittadino (foglio illustrativo, testo AIFA); gli stessi 320 mg si comprano senza ricetta come integratore alimentare. Cambia lo status regolatorio, non il principio attivo.

Cambia anche che cosa il prodotto può dichiarare. Per un integratore a base di frutto di serenoa, l'allegato del Ministero della Salute sulle sostanze botaniche ammette tre sole diciture: «funzionalità della prostata», «funzionalità delle vie urinarie», «drenaggio dei liquidi corporei» (Ministero della Salute). Non «cura», non «riduce la prostata». Quando su una confezione o in un annuncio leggi qualcosa di più forte, quel qualcosa non è autorizzato.

Dosi dichiarate in etichetta, prove sostanza per sostanza e costo di un mese di trattamento li abbiamo messi in fila fra gli integratori a confronto.

Prostata ingrossata e sessualità: che cosa si sa davvero

Il dolore durante l'eiaculazione non fa parte di questo quadro. È un sintomo della prostatite (MSD). Quando la sfera sessuale entra nel discorso dell'IPB, nella documentazione clinica che abbiamo raccolto arriva quasi sempre insieme ai farmaci e non alla malattia.

Il caso più documentato è quello degli alfa-bloccanti, e in particolare della tamsulosina, che riduce il volume dell'eiaculato in misura legata alla dose e con rientro alla sospensione. Fra gli effetti indesiderati non comuni del medicinale a base di serenoa il foglio illustrativo elenca invece la ginecomastia, cioè l'aumento di volume del seno, indicata come reversibile (foglio illustrativo Permixon).

Un'altra domanda ricorrente riguarda chi prende già un farmaco e vuole aggiungerci un prodotto da banco. Fra serenoa e tamsulosina non risultano interazioni documentate, perché i meccanismi d'azione sono diversi (Drugs.com). Fra serenoa e finasteride o dutasteride, invece, l'associazione non è raccomandata senza parlarne con il medico, perché agiscono entrambe sullo stesso enzima e l'effetto ormonale combinato è imprevedibile (Hello Pharmacist).

Che cosa fa questa pagina e che cosa non fa

Qui trovi che cos'è l'ipertrofia prostatica benigna, perché non è un tumore, quali sintomi la distinguono dalla prostatite, quali esami compongono il percorso diagnostico, quali cure esistono e in quale ordine si usano. Ogni numero ha la fonte accanto, con il link, così puoi verificarlo senza fidarti di noi.

Qui non trovi una diagnosi né una terapia personale. Le percentuali per fascia d'età descrivono popolazioni, non la tua prostata, e la scala dei trattamenti racconta come ragiona la medicina più di quanto dica che cosa devi prendere tu. La scelta fra osservare, iniziare un farmaco o operare dipende dal punteggio dei sintomi, dal flusso, dal volume della ghiandola e dalle altre condizioni di salute. Sono elementi che si valutano durante una visita.

Perché non indichiamo una dose né un prodotto

Perché sarebbe una precisione finta. La sostanza più studiata della categoria non ha superato il placebo in 27 studi randomizzati, e scrivere «tot milligrammi al giorno» su questo sfondo significherebbe vendere sicurezza dove la ricerca non ne ha trovata.

Quello che possiamo fare è diverso, e lo facciamo in una pagina dedicata. Mettere in fila le dosi usate negli studi, i milligrammi scritti sulle etichette dei prodotti in vendita in Italia e il costo mensile, poi lasciare che sia il confronto a parlare. Chi decide poi sei tu, con il tuo medico.

Fonti utilizzate 24

  1. Società Italiana di Urologia (SIU), Ipertrofia prostatica benignahttps://siu.it/salute/patologie/non-neoplastiche/ipertrofia-prostatica-benigna
  2. MSD Manuals, edizione italiana professionale, Iperplasia prostatica benignahttps://msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/iperplasia-prostatica-benigna
  3. MSD Manuals, edizione italiana professionale, Prostatitehttps://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/prostatite
  4. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), Ipertrofia prostatica benignahttps://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/ipertrofia-prostatica-benigna
  5. AURO (Associazione Urologi Italiani), Linee guida — Iperplasia Prostatica Benigna (PDF) — https://www.auro.it/linee-guida/08_IPB%20%E2%80%93%20Iperplasia%20Prostatica%20Benigna.pdf
  6. Tacklind J e coll., Serenoa repens for benign prostatic hyperplasia, Cochrane Database Syst Rev CD001423 (agg. 2023) — https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD001423.pub3/full
  7. Giuliano F., Impact of medical treatments for benign prostatic hyperplasia on sexual function, BJU International 2006 — https://bjui-journals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1464-410X.2006.06104.x
  8. Journal of Urology 2006, misurazione dello sperma nelle urine post-eiaculazione con tamsulosina e alfuzosina — https://www.auajournals.org/doi/abs/10.1016/j.juro.2006.06.004
  9. Translational Andrology and Urology, effetti dose-dipendenti e reversibilità — https://tau.amegroups.org/article/view/14174/html
  10. Scheda tecnica finasteride 5 mg (testo AIFA riprodotto da Torrinomedica) — https://www.torrinomedica.it/schede-farmaci/finasteride-5-mg/
  11. Foglio illustrativo Permixon 320 mg (testo AIFA riprodotto da Torrinomedica) — https://www.torrinomedica.it/foglietti-illustrativi/permixon-bugiardino-foglietto-illustrativo/
  12. Ministero della Salute, allegato sulle sostanze botaniche negli integratori (claim ammessi) — https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1268_listaFile_itemName_2_file.pdf
  13. EAU Guidelines on Prostate Cancer, cap. Diagnostic Evaluationhttps://uroweb.org/guidelines/prostate-cancer/chapter/diagnostic-evaluation
  14. Kristal AR e coll., Dietary patterns, supplement use, and the risk of symptomatic benign prostatic hyperplasia, Am J Epidemiol 2008;167(8):925-934 — https://academic.oup.com/aje/article/167/8/925/85396
  15. Revisione 2025 sulla terapia comportamentale nei sintomi del basso tratto urinario, PubMed 40658396 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40658396/
  16. Studio 2024 su allenamento del pavimento pelvico e silodosina, World Journal of Urologyhttps://link.springer.com/article/10.1007/s00345-024-04974-7
  17. UCSF Hospital Handbook, Lower urinary tract symptoms including BPHhttps://hospitalhandbook.ucsf.edu/02-lower-urinary-tract-symptoms-including-benign-prostatic-hypertrophy-bph/02-lower-urinary-tract
  18. Ministero della Salute, FAQ liste di attesa e classi di priorità — https://www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?faqArea=listeAttesa&id=217&lingua=italiano
  19. Andrologia De Luca, Esplorazione digitale rettalehttps://www.andrologiadeluca.it/blog/esplorazione-digitale-rettale-cose-e-come-si-controlla-la-prostata/
  20. Singh O, Bolla SR, Anatomy, Abdomen and Pelvis, Prostate, StatPearls NBK540987 — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK540987/
  21. Drugs.com, interazione saw palmetto / tamsulosina — https://www.drugs.com/drug-interactions/saw-palmetto-with-tamsulosin-2046-0-2146-0.html
  22. Hello Pharmacist, interazione saw palmetto / finasteride — https://hellopharmacist.com/drug-supplement-interactions/drug-herbal/saw-palmetto-with-finasteride
  23. Treccani, Dizionario di Medicina (2010), voci Iperplasia e Ipertrofiahttps://www.treccani.it/enciclopedia/iperplasia_%28Dizionario-di-Medicina%29/
  24. Humanitas Research Hospital, Uroflussometriahttps://www.humanitas.it/visite-ed-esami/uroflussometria/

Domande frequenti

La prostata ingrossata è un tumore?

No. L'iperplasia prostatica benigna è un ingrossamento non maligno, e la Società Italiana di Urologia specifica che non è né sinonimo né fattore di rischio per il tumore della prostata. Le due condizioni possono essere presenti insieme in età avanzata, ma una non causa l'altra (SIU).

La prostata ingrossata si può ridurre?

Il volume si riduce nel tempo con gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, finasteride e dutasteride, che si prendono con ricetta e agiscono in mesi. Gli alfa-bloccanti migliorano i sintomi senza ridurre il volume. Nessun integratore ha dimostrato di ridurre la ghiandola (ISSalute; Cochrane CD001423).

Quanto cresce la prostata con l'età?

La crescita è lenta e continua per tutta la vita adulta. Sul piano dei numeri, l'iperplasia nel tessuto interessa l'8% degli uomini fra 31 e 40 anni e più dell'80% dopo gli 80 anni; con il criterio clinico più stretto, che richiede sintomi e flusso ridotto, si va dal 17% fra 50 e 59 anni al 37% fra 70 e 79 (MSD; AURO).

L'ipertrofia prostatica influisce sulla vita sessuale?

L'IPB in sé non provoca dolore né disturbi dell'eiaculazione. L'effetto meglio documentato riguarda i farmaci: la tamsulosina riduce il volume dell'eiaculato, in percentuali molto variabili fra gli studi, e l'effetto dipende dalla dose e rientra alla sospensione (Giuliano 2006; Journal of Urology 2006).

Bisogna operarsi per forza, prima o poi?

No. La chirurgia — TURP, laser, adenectomia — è l'ultimo gradino e riguarda i sintomi gravi, le complicanze o il fallimento della terapia farmacologica. Molti uomini restano per anni ai gradini precedenti, e chi ha sintomi lievi spesso non prende nemmeno un farmaco (ISSalute).

Perché il mio PSA è alto se non ho un tumore?

Perché il PSA non è un marcatore esclusivo del cancro: sale anche quando la prostata è ingrossata, quando è infiammata, in caso di ritenzione o infezione urinaria, e dopo eiaculazione o bicicletta nelle 48 ore precedenti il prelievo. Il valore si legge nel contesto, mai da solo (EAU).

Che differenza c'è fra ipertrofia e iperplasia prostatica?

Nell'uso clinico italiano indicano la stessa condizione, l'ingrossamento benigno della prostata. In senso stretto «iperplasia» descrive l'aumento del numero di cellule e «ipertrofia» quello delle loro dimensioni, ma referti e linee guida usano i due termini per lo stesso quadro (SIU; ISSalute).

Quando devo andare dal medico senza aspettare?

Subito, in pronto soccorso, se non riesci a urinare, se hai febbre alta con brividi, sangue nelle urine o un peggioramento rapido dello stato generale. Negli altri casi vale il criterio dei sintomi: se il punteggio IPSS supera 7 e i disturbi incidono sulla giornata, è il momento di una visita (MSD; ISSalute).

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