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Redazione Redazione Benessere Sereno Aggiornato 7 settembre 2026

Visita urologica: che cosa fa l'urologo, passo per passo

Risposta breve: la visita urologica è una visita medica, non invasiva e non dolorosa, fatta dallo specialista delle malattie dell'apparato urinario e dell'apparato genitale maschile. Si svolge quasi sempre in tre momenti. Prima le domande sulla tua storia e sui farmaci che prendi, poi l'esame fisico del basso addome e dei genitali esterni, che nell'uomo può comprendere la palpazione della prostata dal canale rettale, infine la richiesta di eventuali esami — urine, uroflussometria, ecografia. L'esplorazione rettale dura pochi secondi. Nel Servizio Sanitario Nazionale si arriva alla visita con l'impegnativa del medico di famiglia, che indica il quesito diagnostico e la classe di priorità.

3 fasi
domande, esame fisico, esami di approfondimento
pochi secondi
durata dell'esplorazione rettale digitale
4 classi
priorità sull'impegnativa: U, B, D, P
36,15 €
tetto del ticket per ricetta, più la quota fissa regionale
114-160 €
prima visita in libera professione, tariffario ASL Roma 1
150 mL
volume minimo di urina perché l'uroflussometria sia attendibile
Fotografia editoriale: uno stetoscopio su una scrivania di legno accanto a una piccola pianta verde
La visita urologica comincia con una conversazione, non con un esame invasivo.

L'urologo è il medico specialista che previene, diagnostica e cura le malattie delle vie urinarie — reni, ureteri, vescica e uretra — negli uomini e nelle donne, e le malattie dell'apparato genitale maschile, prostata compresa (Humanitas; Humanitas Medical Care).

Le condizioni che porta più spesso in ambulatorio sono l'incontinenza, le infezioni urinarie, la calcolosi, i disturbi della minzione, le prostatiti e i tumori dell'apparato urogenitale (Humanitas).

L'urologo visita anche le donne, e questo sorprende molti uomini. Le infezioni urinarie che tornano, l'incontinenza e i prolassi degli organi pelvici sono materia sua (Santagostino). Non è quindi «il medico della prostata» e basta.

Urologo o andrologo: da chi devo andare?

Sono due figure distinte, anche se molti urologi si occupano pure di andrologia. L'andrologia studia le disfunzioni dell'apparato riproduttore maschile ed è, in senso largo, la controparte maschile della ginecologia; l'urologia si occupa delle malattie delle vie urinarie in entrambi i sessi (Humanitas Medical Care).

Il disturbo che ti ha portato qui Specialista di riferimento
Getto debole, risvegli notturni, urgenza, svuotamento incompleto urologo
Sangue nelle urine, calcoli, infezioni urinarie ricorrenti urologo
Dolore al perineo o al basso ventre, bruciore a urinare urologo
Difficoltà di erezione, disturbi dell'eiaculazione, calo del desiderio andrologo
Infertilità di coppia, varicocele, testicoli ingrossati o dolenti andrologo
Incurvamento del pene, lesioni al pene o allo scroto andrologo

Nel dubbio la scelta non ricade su di te. La fa il medico di famiglia quando scrive l'impegnativa. Se ti ha mandato dall'urologo per un problema urinario e durante il colloquio emerge una difficoltà sessuale, parlane lì lo stesso, perché la vita sessuale fa parte delle domande standard della visita urologica (Humanitas).

Quando conviene prenotare una visita urologica?

Quando il modo di urinare cambia e il cambiamento dura. L'Istituto Superiore di Sanità invita a parlarne con il medico anche per variazioni lievi, senza aspettare che diventino invalidanti (ISSalute) e senza riempire l'attesa con un prodotto da banco scelto in farmacia al posto della diagnosi.

I motivi più frequenti di invio allo specialista sono:

  • getto urinario debole, esitazione a iniziare, sensazione di non svuotare del tutto la vescica;
  • bisogno di urinare molte volte, urgenza improvvisa, risvegli notturni ripetuti;
  • bruciore o dolore quando urini, o dolore al perineo e sopra il pube;
  • sangue nelle urine, anche una volta sola;
  • un valore di PSA fuori norma trovato in un prelievo.

Le fonti cliniche italiane collocano il primo controllo urologico con esplorazione rettale fra i 45 e i 50 anni, prima in caso di familiarità per tumore della prostata (Andrologia De Luca).

Se il disturbo è la frequenza, prima di prenotare conviene capire di che tipo è. Urinare spesso e urinare tanto non sono la stessa cosa, e la differenza cambia gli esami che verranno chiesti; ne parla quando urinare spesso è un sintomo.

Quando non si prenota: si va subito

Questi segnali non aspettano una visita programmata, richiedono cure mediche urgenti (MSD Manuals; ISSalute):

  • impossibilità di urinare con la vescica piena — è la ritenzione urinaria acuta;
  • febbre alta con brividi insieme a dolore pelvico o perineale;
  • sangue nelle urine;
  • segni di una sindrome settica: battito e respiro accelerati, pressione bassa, e insieme alla febbre grave debolezza, confusione, disorientamento o estremità fredde.

In queste situazioni il posto è il pronto soccorso, non la lista d'attesa.

Un antibiotico già iniziato cambia le cose. Se la febbre non scende, aspettare il controllo programmato non è più la scelta giusta. La mancata risposta al trattamento richiede altri accertamenti, e il medico che l'ha prescritto va richiamato subito (MSD Manuals).

Come si svolge la prima visita urologica, passo per passo

1. Le domande (anamnesi)

La prima parte è la più lunga ed è fatta solo di parole. Lo specialista raccoglie la tua storia clinica e il tuo stile di vita: alimentazione, fumo, alcol, attività fisica, malattie in corso, casi in famiglia di patologie urologiche, farmaci che prendi, vita sessuale (Humanitas).

Le linee guida europee chiedono al medico di raccogliere un'anamnesi completa (raccomandazione di forza «Strong»), di rivedere i farmaci in uso e di considerare anche i fattori emotivi e psicologici. Nello stesso paragrafo compare un'indicazione utile da conoscere prima di entrare. Fra i compiti del medico c'è quello di rassicurare il paziente sul fatto che non esiste un legame certo fra i disturbi urinari e il tumore della prostata (EAU).

2. Il questionario sui sintomi

Molti ambulatori fanno compilare un punteggio validato, di solito l'IPSS: sette domande sui sintomi urinari più una sulla qualità della vita. Le linee guida EAU ne raccomandano l'uso alla prima valutazione e nei controlli successivi («Strong»), perché trasforma «ogni tanto mi alzo di notte» in un numero confrontabile nel tempo. Per la lettura del punteggio c'è che cosa succede alla ghiandola con l'età.

Il diario minzionale è l'altro strumento che pesa più di quanto sembri. L'EAU chiede di compilarlo per almeno tre giorni, segnando ora e volume di ogni minzione, e lo raccomanda con forza («Strong») soprattutto quando il disturbo sono i risvegli notturni. Tre giorni danno una misura affidabile quanto sette, senza far perdere precisione (EAU).

3. L'esame obiettivo

Poi il medico ti visita. L'esame si concentra su area sovrapubica, genitali esterni, perineo e arti inferiori, e serve anche a escludere secrezioni uretrali, fimosi e stenosi del meato urinario (EAU). Nella donna la parte fisica assomiglia a una visita ginecologica e spesso comprende un'ecografia del basso addome, per cui si arriva con la vescica piena (Humanitas).

4. L'esplorazione rettale

Nell'uomo, quando serve valutare la prostata, il medico la palpa attraverso il retto. Indossa guanti sterili, usa un lubrificante e con un dito valuta dimensione, consistenza ed eventuali noduli o irregolarità della ghiandola (Andrologia De Luca).

Le linee guida europee raccomandano l'esame fisico comprensivo di esplorazione rettale nella valutazione dei disturbi urinari maschili («Strong»), ma sono oneste sui suoi limiti. È il modo più semplice di stimare il volume prostatico; la correlazione con il volume reale, però, è scarsa, e la palpazione tende a sottostimarlo. Un lavoro citato dall'EAU conclude che il dito basta a distinguere una ghiandola sopra o sotto i 50 mL, non a misurarla (EAU).

Serve quindi a sentire com'è fatta la superficie della ghiandola più che a stabilirne le dimensioni.

5. Gli esami che possono seguire

In base a quello che ha trovato, lo specialista può chiedere esame delle urine, uroflussometria, ecografia dell'apparato urinario o genitale (Humanitas).

Esame Che cosa misura Forza della raccomandazione EAU
Esame delle urine (stick o microscopio) infezione, sangue non visibile, glicosuria Strong
Residuo post-minzionale (ecografia o bladder scan) quanta urina resta in vescica dopo aver urinato Strong
Uroflussometria velocità e forma del getto Weak all'inizio, Strong prima di una terapia
PSA nel sangue valore utile se cambia le decisioni cliniche Strong, con colloquio preventivo
Ecografia dell'alto apparato urinario reni e vie urinarie superiori Weak
Uretrocistoscopia interno di uretra e vescica Weak, solo se il risultato cambia diagnosi o terapia

L'uretrocistoscopia non fa parte della prima visita di routine. Si riserva a chi ha avuto sangue nelle urine, stenosi uretrale o tumore della vescica (EAU).

L'esplorazione rettale fa male?

No. Dura pochi secondi e le fonti cliniche italiane la descrivono come fastidiosa o imbarazzante per alcuni pazienti, non dolorosa (Andrologia De Luca). Santagostino scrive che la visita urologica non è pericolosa né invasiva e che l'ispezione endorettale «viene praticata con tutte le attenzioni per ridurre il fastidio al minimo» (Santagostino).

Conviene dirlo apertamente, perché la paura di questo esame è uno dei motivi per cui gli uomini rimandano la visita per anni e nel frattempo comprano qualcosa in farmacia.

Il conto è sbilanciato. Da una parte pochi secondi di imbarazzo, dall'altra mesi o anni di sintomi non valutati.

Se l'idea ti blocca, c'è un'altra cosa da sapere. In Italia il consenso è tuo, e la legge lo dice per iscritto. La legge 219/2017 sul consenso informato stabilisce che nessun accertamento può essere iniziato senza il consenso libero e informato della persona, che ogni paziente ha diritto di conoscere in modo completo che cosa gli viene proposto, e che chi è capace di agire può rifiutare «in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico» o singoli atti di un trattamento (legge 22 dicembre 2017, n. 219, art. 1, commi 1, 3 e 5).

In pratica puoi dire al medico che l'esame ti mette a disagio e chiedergli di spiegarti prima che cosa farà e perché nel tuo caso serve. Meglio farlo in questo ordine, però. Rifiutare la palpazione non fa male, ma toglie al medico l'unico modo immediato di sentire la superficie della ghiandola, e quel dato poi manca a tutti gli altri passaggi.

L'uroflussometria è invasiva?

No. L'uroflussometria è un esame urodinamico non invasivo. Urini in un imbuto collegato a un misuratore che registra velocità, volume e forma del getto. Niente aghi, niente sonde (MSD Manuals).

L'unica preparazione è arrivare con la vescica piena, e dietro questa richiesta c'è un numero preciso. L'esame è attendibile con volumi superiori a 150 mL; sotto quella soglia va ripetuto (EAU).

Sul risultato conviene avere aspettative realistiche. Con una soglia di flusso massimo di 15 mL/s la specificità dell'esame per l'ostruzione è del 38%, il valore predittivo positivo del 67% e la sensibilità dell'82%; con una soglia di 10 mL/s la specificità sale al 70% ma la sensibilità scende al 47%. Un flusso basso può dipendere da un ostacolo, da un muscolo della vescica che spinge poco o semplicemente da una vescica poco piena (EAU).

L'uroflussometria da sola, quindi, non dice perché il getto è debole. Dice che è debole, e a quel punto il ragionamento clinico continua. Come questi numeri entrano nella diagnosi di iperplasia lo racconta la ghiandola che si ingrossa dopo i 50 anni.

Che cosa portare alla prima visita

Non serve una preparazione particolare, ma arrivare con le carte giuste cambia la qualità della visita (Santagostino; Humanitas).

Che cosa Perché serve
Impegnativa del medico di famiglia e tessera sanitaria senza, la prenotazione SSN non è valida
Referti di esami e visite precedenti sul problema urologico evita di ripetere accertamenti già fatti
Esami del sangue recenti, anche fatti per altri motivi contengono spesso creatinina e glicemia, che servono
Una nota con i nomi dei farmaci che prendi ogni giorno alcuni farmaci peggiorano i sintomi urinari
Diario minzionale di tre giorni, se il disturbo è la frequenza trasforma il racconto in dati
Vescica piena, se è previsto un esame del flusso o un'ecografia senza urina in vescica l'esame va rifatto

La lista dei farmaci merita una riga in più. L'anamnesi farmacologica è una raccomandazione esplicita delle linee guida europee, e alcune categorie molto comuni — diuretici, decongestionanti nasali, antistaminici — incidono direttamente sul modo di urinare (EAU). Portare le scatole o una foto dei foglietti è più affidabile che ricordarsi i nomi.

Come si prenota nel SSN e quanto si aspetta

Il percorso pubblico parte dal medico di medicina generale. È lui a rilasciare l'impegnativa, indicando se si tratta di una prima visita o di un controllo, il quesito diagnostico e la classe di priorità; con quella si prenota al CUP (Ministero della Salute).

Classe sulla ricetta Significato Tempo massimo previsto
U urgente 72 ore
B breve 10 giorni
D differibile 30 giorni per una visita
P programmata 120 giorni

Questi numeri sono obiettivi massimi fissati dal sistema, non la media di quello che accade davvero. Le Regioni possono fissare tempi più brevi, mai più lunghi. Il dato reale cambia per regione, ASL e struttura, e si verifica sulla Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa di AGENAS, nata con la Legge 107/2024, che pubblica i tempi per prestazione e territorio (AGENAS).

Se la classe assegnata non ti sembra coerente con quello che hai, la discussione va fatta con chi ha scritto l'impegnativa, prima di prenotare. Cambiare classe dopo è più complicato che scriverla giusta subito.

Quanto costa: ticket e visita privata

Non esiste un prezzo unico nazionale, e chi te lo promette sta arrotondando. Nel SSN paghi un ticket che dipende dalla Regione, dalla tua fascia di reddito e da eventuali esenzioni.

Il Piemonte, per dire, pubblica i propri conti. La Regione fissa un tetto di 36,15 euro per ricetta e ci aggiunge una quota fissa regionale modulata per fasce. Per una ricetta di valore compreso fra 30 e 36 euro il conto pubblicato è 32,05 euro di ticket più 9,00 euro di quota fissa, cioè 41,05 euro (Regione Piemonte). In un'altra Regione lo stesso foglio costa diversamente.

Sul privato abbiamo aperto quattro listini pubblicati dalle strutture stesse:

Struttura Prima visita urologica Note
Centro Servizi Rhodense (Rho, MI) 130,00 € privato — 25,00 € tariffa regionale uroflussometria 70,00 € privato, 11,60 € regionale
ASL Roma 1, libera professione in ospedale 114,00-160,00 € undici agende a listino; uroflussometria 50,00-120,00 €, ecografia transrettale 130,00-135,00 €
Euromedica (Milano) 128,00 € listino pubblicato sul sito
Santagostino (Milano, Roma e altre città) da 100,00 € la struttura avverte che il minimo varia per città

Dalla tabella emergono due cose. La stessa prestazione costa cinque volte tanto a seconda del canale, perché nel pubblico la differenza la paga il sistema. E la libera professione intramoenia, cioè lo specialista dell'ospedale pubblico che riceve a pagamento, resta una via di mezzo poco conosciuta. Stessa struttura, stesso medico, tempi diversi.

Prima di scegliere il privato per fretta, conviene chiedere al CUP la disponibilità in tutta l'ASL e non solo nella struttura sotto casa.

Le domande da fare, e quelle di cui non vergognarsi

L'imbarazzo fa perdere informazioni. Le linee guida europee includono la funzione sessuale nella valutazione dei disturbi urinari maschili e suggeriscono di misurarla con questionari validati come l'IIEF e l'MSHQ-EjD: erezione ed eiaculazione non sono un argomento fuori tema, sono parte del quadro clinico (EAU). Humanitas mette la vita sessuale fra le domande standard dell'anamnesi.

Domande che è ragionevole fare allo specialista:

  • che cosa hai trovato con la palpazione, e che cosa significa;
  • quali esami mi servono davvero adesso e quali possono aspettare;
  • i farmaci che prendo possono peggiorare i miei sintomi urinari;
  • se iniziamo una terapia, dopo quanto tempo si valuta se funziona;
  • questo disturbo influisce sull'erezione o sull'eiaculazione, e la terapia lo farà;
  • devo fare il PSA, e che cosa cambierebbe nelle decisioni un valore alto.

Sull'ultima domanda l'EAU è netta e lo ripete in tre raccomandazioni consecutive. Il PSA si misura se una diagnosi di tumore cambierebbe la gestione o se aiuta la decisione terapeutica, e il paziente va informato prima su che cosa comporta un valore alterato (EAU). Che cosa misura davvero quel numero e perché sale anche senza tumore è spiegato in che cosa misura il valore del PSA.

Poi c'è la domanda pratica che quasi nessuno pone. Chiedi se il prelievo del PSA va fatto prima o dopo la visita. Secondo l'EAU l'esplorazione rettale non altera in modo significativo il valore, mentre eiaculazione e ciclismo nelle 48 ore precedenti lo alzano temporaneamente (EAU, linee guida sul tumore della prostata).

Se invece il motivo della visita è il dolore e non il getto, il ragionamento clinico è un altro e parte da le forme di infiammazione della ghiandola.

Che cosa fa questa pagina e che cosa non fa

Questa pagina racconta come si svolge una visita urologica in Italia. Le tre fasi, che cosa chiede il medico, che cosa guarda, quali esami possono seguire e quanto sono affidabili, che cosa portare, come si prenota nel SSN, quanto costa nel pubblico e nel privato, con i listini aperti uno per uno.

Quello che non fa è darti una diagnosi.

Le singole malattie hanno pagine loro. L'ingrossamento benigno, l'infiammazione della prostata e la lettura del PSA sono trattati ciascuno a parte, con il link dove serve. Questa pagina si ferma alla porta dell'ambulatorio; descrive il percorso e non lo sostituisce.

Perché non pubblichiamo un tempo di attesa medio

Perché non esiste un numero nazionale affidabile e inventarlo sarebbe comodo per noi e inutile per te. I tempi cambiano per regione, ASL, struttura e classe di priorità, e l'unico riferimento aggiornato è il cruscotto AGENAS. Scrivere «si aspettano X mesi» farebbe rinunciare al pubblico chi in realtà avrebbe un posto a dieci giorni con una classe B.

Per lo stesso motivo non pubblichiamo un prezzo medio della visita privata. Ci sono quattro listini reali con nome, cifra e link. Puoi verificarli, e puoi controllare anche se sono cambiati dopo la nostra data di aggiornamento.

Fonti utilizzate 17

  1. EAU Guidelines, Management of Non-neurogenic Male LUTS, cap. Diagnostic Evaluation (anamnesi, questionari, diario minzionale, esame obiettivo ed esplorazione rettale, esame urine, PSA, residuo post-minzionale, uroflussometria, imaging, uretrocistoscopia) — https://uroweb.org/guidelines/management-of-non-neurogenic-male-luts/chapter/diagnostic-evaluation
  2. EAU Guidelines, Prostate Cancer, cap. Diagnostic Evaluation (l'esplorazione rettale non altera in modo significativo il PSA; eiaculazione e ciclismo nelle 48 ore sì) — https://uroweb.org/guidelines/prostate-cancer/chapter/diagnostic-evaluation
  3. Humanitas, Visita urologica (definizione, fasi della visita, preparazione e documentazione da portare) — https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/visita-urologica/
  4. Humanitas, Visita andrologica (documentazione da portare, nota dei farmaci quotidiani) — https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/visita-andrologica/
  5. Humanitas Medical Care, Che differenza c'è tra andrologo e urologo?https://www.humanitas-care.it/news/che-differenza-ce-tra-andrologo-e-urologo/
  6. Santagostino, Visita urologica (non invasiva, ispezione endorettale, preparazione, prezzo minimo) — https://www.santagostino.it/it/prestazioni/visita-urologica
  7. Andrologia De Luca, Esplorazione digitale rettale: cos'è e come si controlla la prostata (durata, tollerabilità, età del primo controllo) — https://www.andrologiadeluca.it/blog/esplorazione-digitale-rettale-cose-e-come-si-controlla-la-prostata/
  8. MSD Manuals, edizione italiana professionale, Iperplasia prostatica benigna (uroflussometria, esami raccomandati) — https://msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/iperplasia-prostatica-benigna
  9. MSD Manuals, edizione italiana professionale, Prostatite (segnali d'allarme e sepsi) — https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-genitourinari/malattie-benigne-della-prostata/prostatite
  10. Ministero della Salute, FAQ liste di attesa: impegnativa, quesito diagnostico e classi di priorità U/B/D/P — https://www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?faqArea=listeAttesa&id=217&lingua=italiano
  11. AGENAS, Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (Legge 107/2024) — https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2794-online-il-primo-bollettino-agenas-sul-monitoraggio-delle-liste-di-attesa
  12. Regione Piemonte, Pagamento ticket (tetto di 36,15 euro per ricetta e quota fissa regionale) — https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/accesso-ai-servizi-sanitari/pagamento-ticket
  13. Centro Servizi Rhodense, tariffario Urologia 2025 (tariffa regionale e tariffa privati) — https://centroservizirhodense.it/wp-content/uploads/2025/03/urologia-2025.pdf
  14. ASL Roma 1, tariffario della libera professione intramoenia — Urologia — https://www.aslroma1.it/uploads/files/26_42_UROLOGIA_8.pdf
  15. Istituto Scientifico Euromedica, listino Urologia-Andrologia — https://www.euromedicaitalia.com/index.php/servizi/centro-medico-polispecialistico/urologia-andrologia
  16. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), Ipertrofia prostatica benigna (rivolgersi al medico anche per cambiamenti lievi, complicanze) — https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/ipertrofia-prostatica-benigna
  17. Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, art. 1, commi 1, 3 e 5 (nessun accertamento senza consenso libero e informato; diritto di rifiutare in tutto o in parte qualsiasi accertamento diagnostico) — https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017-12-22;219

Domande frequenti

Che cosa fa esattamente l'urologo durante la prima visita?

Raccoglie la storia clinica e l'elenco dei farmaci, spesso fa compilare un questionario sui sintomi urinari, poi esegue l'esame fisico di basso addome, genitali esterni e perineo. Nell'uomo può palpare la prostata attraverso il retto. In base a quello che trova richiede esame delle urine, uroflussometria o ecografia (Humanitas; EAU).

La visita urologica è dolorosa?

No. Humanitas la definisce una visita medica non dolorosa e non invasiva. L'esplorazione rettale dura pochi secondi ed è descritta come fastidiosa o imbarazzante, non dolorosa; Santagostino precisa che l'ispezione endorettale viene eseguita con attenzione per ridurre il fastidio al minimo.

Che differenza c'è tra urologo e andrologo?

L'urologo si occupa delle malattie delle vie urinarie in uomini e donne e dell'apparato genitale maschile; l'andrologo si concentra sulle disfunzioni dell'apparato riproduttore maschile, dall'infertilità alla disfunzione erettile. Molti urologi si occupano anche di andrologia, ma restano due figure distinte (Humanitas Medical Care).

Come si prenota una visita urologica nel Servizio Sanitario Nazionale?

Serve l'impegnativa del medico di medicina generale, che indica se è una prima visita o un controllo, il quesito diagnostico e la classe di priorità. Con quella si prenota al CUP. Le classi sono quattro: U entro 72 ore, B entro 10 giorni, D entro 30 giorni, P entro 120 giorni (Ministero della Salute).

Quanto costa una visita urologica privata?

Dipende dalla struttura e dalla città. Fra i listini pubblicati che abbiamo aperto: 130 euro al Centro Servizi Rhodense, 128 euro a Euromedica Milano, da 100 euro al Santagostino, 114-160 euro in libera professione intramoenia secondo il tariffario ASL Roma 1. Nel SSN si paga invece un ticket, con un tetto di 36,15 euro per ricetta più eventuali quote fisse regionali.

Che cosa devo portare alla visita?

Impegnativa e tessera sanitaria, i referti degli esami già fatti sul problema urologico, gli esami del sangue recenti anche se eseguiti per altri motivi e una nota con i nomi dei farmaci che prendi ogni giorno. Se il disturbo è la frequenza, aggiungi un diario minzionale di tre giorni (Humanitas; EAU).

Devo arrivare con la vescica piena?

Sì, se è prevista un'uroflussometria o un'ecografia del basso addome. Per essere attendibile l'uroflussometria richiede un volume urinato superiore a 150 millilitri, e sotto quella soglia l'esame va ripetuto (EAU; Humanitas).

L'esplorazione rettale è obbligatoria?

No. È raccomandata con forza dalle linee guida europee nella valutazione dei disturbi urinari maschili, ma resta un esame che si esegue con il tuo consenso: la legge 219/2017, all'articolo 1, riconosce il diritto di rifiutare in tutto o in parte qualsiasi accertamento diagnostico. Prima di farlo, chiedi al medico perché nel tuo caso è utile e che cosa cambierebbe il risultato: senza quella palpazione un'informazione va persa, e nessun altro esame la restituisce subito.

Il prelievo del PSA va fatto prima o dopo la visita?

L'ordine conta meno di quanto si creda: secondo le linee guida EAU la palpazione della prostata non modifica il valore in modo significativo, quindi puoi fissare il prelievo anche dopo l'appuntamento. Contano invece i due giorni precedenti, perché eiaculazione e bicicletta alzano il PSA in modo temporaneo (EAU, linee guida sul tumore della prostata).

Che cosa si vende in farmacia mentre si aspetta la visita →